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Trasparenza AI

Quando interagisci con un collaboratore digitale, cosa decide da solo, cosa resta a te. Ai sensi dell'art. 50 del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act).

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026

1. Quando stai parlando con un'intelligenza artificiale

Dentro l'app di Wekyky lavorano collaboratori digitali: agenti software basati su modelli di intelligenza artificiale. Quando scrivi nella chat dell'app, nello Spazio mio o su WhatsApp, ti risponde un agente, non una persona. Lo stesso vale per i tuoi clienti quando un collaboratore digitale risponde per conto della tua azienda su WhatsApp. Le persone di Wekyky progettano, collaudano e sorvegliano gli agenti, e intervengono quando qualcosa non va; se vuoi parlare con una persona, scrivi a info@wekyky.com.

Sotto la chat dell'app c'è sempre scritto: «Wekyky risponde con un'intelligenza artificiale. Controlla le informazioni importanti prima di usarle.» Anche il riquadro «Parla con Wekyky» del nostro sito risponde con un'intelligenza artificiale; se serve una persona, te la passa.

I clienti della tua azienda lo sanno.I messaggi che partono da soli verso di loro dicono chi scrive: su WhatsApp il primo messaggio si apre con «Ti scrive l'assistente automatico (intelligenza artificiale) di…», e la riga torna quando sono passate più di 24 ore; le mail la portano in fondo, sempre. Le risposte ai commenti che partono da sole finiscono con «(risposta automatica)». I messaggi, le lettere e le risposte che approvi tu, uno per uno, non portano la riga: di quelli rispondi tu.

Al telefono, se la tua azienda lo ha acceso, l'assistente si presenta nella prima frase, che non si può interrompere: «Buongiorno, [nome dell'azienda]. Sono l'assistente digitale: posso aiutarti io oppure farti richiamare.» Se l'azienda gli ha dato un nome, lo dice subito dopo («Mi chiamo…»), insieme al saluto che l'azienda ha scritto. Se chi chiama chiede se sta parlando con una persona, risponde che è un'intelligenza artificiale e non dice mai di essere una persona. L'audio della chiamata non viene registrato.

I modelli usati sono forniti da terzi, elencati con nome e sede nell'informativa privacy.

2. Cosa decidono gli agenti e cosa resta a te

Le decisioni che contano restano umane. In concreto:

  • Un'automazione non parte senza il tuo sì. Prima di attivarla leggi e accetti il verbale di attivazione, che descrive in italiano cosa farà: quando parte, quali app tocca, cosa succede se non trova niente da fare. Senza la tua accettazione, il sistema rifiuta l'attivazione.
  • Prima la provi con le scritture bloccate. L'anteprima esegue davvero le letture sui tuoi dati, ma blocca ogni passo che modificherebbe qualcosa o invierebbe comunicazioni: vedi cosa farebbe, senza che accada.
  • I contenuti di marketing nascono come bozze. Il modulo marketing prepara testi e immagini e te li propone: sui canali che hai collegato esce solo ciò che hai approvato tu, dopo averlo letto. Senza il tuo sì non pubblica nulla.
  • Un'automazione attiva fa solo ciò che è scritto nel verbale che hai accettato, finché non la fermi.
  • Nelle tue app si scrive solo con il tuo sì.Quando chiedi in chat di cambiare qualcosa in un'app collegata, il collaboratore prepara una carta: parte quando dici Sì, una volta sola, e se l'app non conferma non riprova da solo. Fanno eccezione solo le bozze di mail, le etichette e il segnare un messaggio come letto o non letto. Lo stesso vale per una PEC da mandare e, quando la funzione è attiva, per ogni annuncio a pagamento, che parte solo dal sì dato nell'app.

3. Il registro delle azioni

Ogni esecuzione di un'automazione lascia un registro in italiano, consultabile nella pagina Automazioni dell'app: cosa ha fatto ogni passo, cosa è stato saltato, cosa è andato storto e perché — scritto per essere letto da te, non un log tecnico. Niente scatole nere.

4. Il freno d'emergenza

Nella pagina Automazioni c'è il pulsante «Ferma tutto»: ogni automazione accesa del workspace si ferma subito e non riparte finché non la riaccendi tu. Per correttezza: il freno impedisce le esecuzioni successive; un'esecuzione già iniziata in quel momento arriva a conclusione.

5. Contenuti generati dall'intelligenza artificiale

Testi e immagini prodotti dal modulo marketing sono generati da modelli di intelligenza artificiale a partire dal tuo materiale. Due regole che ci siamo dati:

  • mettiamo un volto nei tuoi video solo se lo scegli tu: il tuo, oppure uno creato da noi e sempre segnato come creato con l'IA;
  • il testo che compare sulle immagini lo compone il nostro software, non il modello di immagini: quello che leggi è quello che è stato scritto.

Te li proponiamo come bozze preparate da un'intelligenza artificiale. Le immagini e i video che il modulo marketing crea o ritocca portano nel file un'indicazione leggibile dai programmi (lo standard IPTC), con tre valori: creata da un modello; composta con parti create da un modello (per esempio un'immagine generata con sopra il tuo nome o il tuo logo); foto vera migliorata da un modello. Le tue foto e il tuo logo, così come li carichi, non vengono mai marcati. Se pubblichi un'immagine o un video generati che sembrano veri, dillo a chi li guarda: in alcuni casi lo chiede la legge (art. 50 dell'AI Act), e molti social hanno un'etichetta apposta.

Nei reel anche il sonoro è creato da un modello di intelligenza artificiale: la musica, gli effetti sonori e, salvo che tu spenga «Voce nei reel» in «Come lavoro», la voce sintetica che legge la frase d'apertura e il nome della tua azienda; se hai scelto un volto che presenta, nel reel può parlare lui, con frasi scritte dal nostro software e sottotitoli composti dal nostro software. Il file del reel porta l'indicazione descritta sopra solo se dentro c'è un'immagine o un video creati da un modello, oppure una foto ritoccata da un modello: la musica, gli effetti e la voce creati, da soli, non la fanno scrivere nel file.

Sul nostro sito lo diciamo anche a parole: le immagini e il reel di prova dell'anteprima portano la scritta che sono esempi creati con l'intelligenza artificiale, e i video del sito sono dichiarati come realizzati con l'IA. Negli annunci a pagamento, quando la funzione è attiva, usiamo solo le tue foto vere.

6. I tuoi testi e i fornitori dei modelli

Quello che scrivi agli agenti arriva ai fornitori dei modelli solo per ottenere la risposta. Wekyky non usa i tuoi testi per addestrare modelli e usa i servizi dei fornitori in forma commerciale, a pagamento, con un accordo sul trattamento dei dati. I fornitori possono conservare i testi per un tempo limitato, per la sicurezza e i controlli contro gli abusi — il fornitore principale dichiara la cancellazione entro 30 giorni — e più a lungo solo se lo impone la legge o se un contenuto viola le loro regole d'uso. Nomi, sedi e ruoli dei fornitori sono nell'informativa privacy.

Per la carta «Ti nominano le IA?» del marketing, le domande che hai approvato partono, con la ricerca sul web, verso i motori che la carta misura: ChatGPT e Perplexity. Un motore che la carta segna «non ancora misurato» non riceve domande. Le domande parlano del tuo mestiere e della tua città, mai con il nome della tua azienda; a ChatGPT la città va anche come posizione approssimata. Le risposte le legge il nostro software, per contare in quante compari e quali siti vengono citati.

Al telefono la voce di chi chiama passa dal fornitore della linea, che la trascrive e prepara le risposte con modelli di intelligenza artificiale; anche lui è nell'informativa privacy.

7. I limiti, detti chiaramente

I modelli di intelligenza artificiale possono sbagliare: una risposta può essere imprecisa, una bozza può contenere errori. Per questo il servizio è costruito su anteprime, approvazioni e registri — e per questo ti chiediamo di leggere quello che gli agenti producono prima di usarlo, soprattutto quando esce dalla tua azienda.

8. A chi rivolgerti

Per domande su questa pagina, sul funzionamento degli agenti o per segnalare un comportamento inatteso: info@wekyky.com. Per il trattamento dei dati personali vedi l'informativa privacy; per le condizioni del servizio i Termini e Condizioni.